L’approccio psicoterapeutico alle vittime di violenza
Una prospettiva fenomenologica sull’ascolto, sull’elaborazione del trauma e sulla ricostruzione dell’esperienza della persona che ha subito violenza.
Contributo scientifico di Luca Cimino
In sintesi
Quali principi dovrebbero guidare il percorso psicoterapeutico di una persona che ha subito violenza? Il contributo di Luca Cimino affronta le conseguenze psicologiche dell’esperienza traumatica e propone, tra i possibili modelli di intervento, una prospettiva fenomenologica orientata alla comprensione del vissuto, all’ascolto e alla ricostruzione di una continuità biografica ed esistenziale.
La violenza non termina con l’evento traumatico
Subire una violenza può produrre conseguenze che continuano molto oltre il momento in cui l’evento si è verificato.
Le ripercussioni possono interessare la dimensione psicologica, affettiva, relazionale e familiare della persona, modificandone profondamente il rapporto con sé stessa, con gli altri e con la propria storia.
Per questa ragione la vittima non può essere considerata esclusivamente come la “persona offesa dal reato”. La prospettiva clinica richiede di riconoscere innanzitutto un individuo che soffre e la cui esperienza traumatica può avere prodotto una discontinuità significativa nel proprio percorso esistenziale.
Trauma, vulnerabilità e conseguenze psicologiche
Nel contributo viene evidenziata la relazione esistente tra esperienze traumatiche e possibili conseguenze psicopatologiche.
La risposta al trauma non è però identica per tutte le persone. Vulnerabilità, resilienza, storia personale, relazioni primarie e capacità di elaborazione contribuiscono a determinare il modo in cui l’esperienza viene vissuta e integrata.
Possono manifestarsi disturbi dell’umore e d’ansia, fenomeni dissociativi, somatizzazioni, disturbo post-traumatico da stress e altre forme di disagio, con il rischio, nei casi più complessi, di una progressiva compromissione del funzionamento globale della persona.
Sicurezza
Ricostruire un senso di sicurezza rappresenta uno dei passaggi fondamentali nel percorso di recupero dopo un’esperienza di violenza.
Narrazione
Dare forma e parole all’esperienza traumatica permette di iniziare a inserirla nuovamente nella propria storia personale.
Relazione
Il ripristino dei legami con gli altri e con la comunità costituisce una componente essenziale del processo di guarigione.
Dalla “vittima” alla persona
Uno degli elementi più significativi del lavoro riguarda il modo stesso di considerare chi ha subito violenza.
Ridurre l’individuo alla categoria di “vittima” rischia infatti di cristallizzarne l’identità attorno all’evento traumatico.
Il percorso terapeutico dovrebbe invece contribuire alla possibilità di ricostruire una storia, dare significato ai sintomi presenti alla luce delle esperienze passate e ristabilire quei legami tra individuo e comunità che il trauma può avere interrotto.
Dare parole all’esperienza per ricostruirne il significato
L’ascolto e la possibilità di raccontare ciò che è accaduto assumono un ruolo centrale. Attraverso una relazione empatica e dialogica, la persona può iniziare un processo di elaborazione dell’esperienza traumatica.
La narrazione permette progressivamente di ricomporre frammenti dell’esperienza, collegando il vissuto traumatico alla propria storia e recuperando quella continuità di senso che la violenza può avere interrotto.
Non una sola tecnica, ma alcuni principi fondamentali
Il lavoro non propone una contrapposizione rigida tra differenti orientamenti psicoterapeutici.
Possono essere impiegati strumenti e modelli differenti, dalla psicoeducazione all’esplorazione cognitiva, dagli approcci psicodinamici alle tecniche di esposizione, fino all’EMDR e ad altre modalità di elaborazione dell’esperienza traumatica.
L’elemento decisivo diventa il rispetto di alcuni principi comuni: riconoscimento della sofferenza, attenzione alla specificità individuale, costruzione di una relazione terapeutica adeguata e possibilità di esprimere ed elaborare il trauma.
La prospettiva fenomenologica
Tra i possibili modelli, Cimino individua nell’approccio fenomenologicamente fondato una prospettiva particolarmente adatta al lavoro con le vittime di violenza.
L’attenzione si sposta dalla semplice classificazione del sintomo alla comprensione del vissuto della persona: come l’esperienza viene percepita, ricordata e inserita nella propria esistenza.
Il terapeuta cerca quindi di avvicinarsi all’esperienza del paziente evitando, per quanto possibile, che schemi interpretativi precostituiti impediscano di cogliere la specificità del suo modo di vivere e attribuire significato all’esperienza traumatica.
“Ascoltare” e “vedere un senso”
Nell’impostazione fenomenologica assumono particolare importanza l’empatia, l’attenzione ai vissuti del paziente, la pazienza, la capacità di rispettare i tempi della persona e la sospensione della tendenza a giudicare.
Ascoltare l’esperienza traumatica significa cercare di inserirla nuovamente in un sistema dotato di senso, favorendo una comprensione emotiva e una maggiore capacità riflessiva.
La relazione terapeutica diventa così uno spazio nel quale la persona può progressivamente recuperare parti della propria esperienza che il trauma aveva reso difficili da integrare.
Da “vittima” a “sopravvissuto”
Uno degli obiettivi più significativi descritti nel contributo è la possibilità per la persona di recuperare la propria identità e arrivare progressivamente a definirsi non più esclusivamente come “vittima”, ma come “sopravvissuto”.
Significa poter integrare il passato, vivere nuovamente il presente e recuperare la possibilità di progettare il futuro, ristabilendo forme soddisfacenti di relazione con gli altri.
Sicurezza, memoria e ritorno alla comunità
Nelle conclusioni del contributo vengono individuati tre passaggi fondamentali nel percorso di guarigione dopo una violenza: la costruzione di un saldo senso di sicurezza, la ricostruzione della storia del trauma e il ripristino dei legami con la comunità.
Il dialogo assume in questo processo una funzione centrale: non soltanto come strumento comunicativo, ma come incontro fondato sull’autenticità, sulla reciprocità e sull’intersoggettività.
La pubblicazione di questo contributo nell’area Ricerca e Pubblicazioni di UPEF – Università Popolare Enrico Ferri intende favorire l’approfondimento interdisciplinare dei temi della vittimologia, del trauma e della presa in carico delle persone che hanno subito violenza.
Scarica l’articolo completo
Luca Cimino
L’approccio psicoterapeutico alle vittime di violenza: una prospettiva fenomenologica
Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza
Vol. V – N. 3 – Settembre-Dicembre 2011